L’Ostéo4pattes

056 – Dépêche di Sabato 11 Ottobre

Monoplegia Dalla Comparsa Brutale…
Créé le : mercoledì 30 marzo 2011 di Elena Villa, Patrick Chêne

Dernière modificaton le : lunedì 4 dicembre 2017

Un Rottweiler di un anno e mezzo presenta da qualche mese una monoplegia dell’arto posteriore sinistro che è comparsa nel giro di qualche giorno.

 Esame classico

L’esame clinico classico, eseguito da un collega medico veterinario al momento della comparsa dei sintomi, mostra un deficit propriocettivo completo, un riflesso tibiorotuleo normale, un riflesso di flessione diminuito, una sensibilità profonda conservata. Ma non sono presenti deficit dei nervi cranici e i riflessi posturali dell’arto posteriore destro sono normali, non è presente nemmeno algia alla colonna.

Sono state effettuate delle radiografie senza mezzo di contrasto che mostrano un’immagine normale, il prelievo del liquido cefalorachidiano presenta una citologia normale e un tasso di proteine pari a 0,3 g/l.

La conclusione è un danno parziale del nervo sciatico sinistro di origine traumatica o infettiva (Carré, neosporidiosi).

Si procede ad un trattamento con cortisonici e antibiotici che determina un lieve miglioramento la prima settimana; in seguito i sintomi rimangono costanti o addirittura peggiorano.

 Trattamento osteopatico

Così, 6 mesi più tardi, il giorno della prima visita osteopatica non resta che la sensibilità profonda.

L’esame osteopatico mette in evidenza quattro zone di tensione molto forte:

• a livello cranico: sinfisi sfenobasilare e temporale;

• diaframma toracico craniale: C7;

• diaframma toraco addominale: T13, L1, disfunzione del rene sinstro;

• diaframma pelvico: sacro coccigea.

Si noterà, come spesso succede, che le zone maggiormente bloccate non coincidono con la zona sede delle lesioni. Un trattamento osteopatico è realizzato su ciascuno di questi punti e accompagnato da un rimedio omeopatico somministrato per i 15 giorni seguenti (Thuya 9CH).

Una settimana dopo il rilascio di queste zone di tensione riappare la mobilità volontaria, anche se la zampa resta debole ed ancora evidente il deficit propriocettivo.

Alla visita successiva, tre settimane più tardi, il miglioramento è dell’80%. Rimane ancora un importante deficit propriocettivo. Le tensioni osteopatiche più importanti quel giorno si trovavano:

• T13 e lo stomaco, collegato a T13 nella medicina tradizionale cinese;

• Sacro coccigea.

La terza visita, effettuata al sessantesimo giorno, mostra un cane con una buona motricità e una zampa forte. Rimane un leggero deficit propriocettivo.

Al novantesimo giorno il recupero è ancora migliore e in osteopatia non resta che una tensione importante: quella della regione sacro coccigea.

Al centottantesimo giorno il recupero è totale, anche se osteopaticamente la situazione è meno buona che al controllo precedente a causa di una recente spinta di crescita, nondimeno la risoluzione delle tensioni risulterà estremamente facile.

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 Conclusione

Dopo aver eseguito questo trattamento, l’eziologia rimane incerta, almeno nel senso in cui è intesa d’abitudine e l’esame del primo veterinario resta qui la referenza.
Ma è solo uscendo da questo paradigma e ampliando le proprie ricerche alle altre zone che risultano in tensione, a costo di leggerle attraverso prismi differenti che si può arrivare alla soluzione del problema:

• importanza della tredicesima vertebra dorsale, punto Yu dello stomaco in medicina tradizionale cinese;

• importanza della nozione di diaframma, che nella prima visita era in disfunzione;

• ricollegamento alla nozione di forza di trazione midollare con la tensione sacro coccigea in relazione a sua volta. con il filum terminale, testimone di questa tensione interna.



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