L’Ostéo4pattes

093 - "dépêche" di marzo 2012

Un Caso Di Tetano In Una Femmina Di Rottweiler
Créé le : mercoledì 2 aprile 2014 di Elena Villa, Olivier Blonz

Dernière modificaton le : venerdì 8 dicembre 2017

Baccara è una femmina di Rottweiler di 5 anni che mi viene presentata in questo mese di luglio dai suoi proprietari che, provenienti dalla regione di Saumur , sono per qualche giorno in vacanza in Bretagna.

Il motivo della visita è una scialorrea e una difficoltà nella prensione dell’alimento che è iniziata prima della partenza.

Baccara soffre di una demodicosi cronica in corso di terapia.

Il giorno della visita il suo aspetto dermatologico è particolare, la cagna presenta un’espressione degna di nota con le orecchie tirate indietro e ravvicinate al punto di formare numerose pieghe, come aveva notato anche la sua padrona.

La cagna sbava abbondantemente, l’apertura della bocca è molto difficile data la forte contrazione dei muscoli. Questa tensione è percepibile in tutto l’animale, soprattutto lungo la colonna e l’addome; la deambulazione è al contempo molto rigida.
Il sospetto di tetano è posto tra le diagnosi differenziali.

E’ prescritto un trattamento antibiotico con amoxicillina 30 mg/Kg IM ogni 48 ore. Terapia di supporto con alimentazione liquida ed riduzione degli stimoli eccitanti.
Per prevenire un eventuale aggravamento dei sintomi prescrivo anche del Valium da somministrare per via rettale, ma nell’immediatezza preferisco scrivergli una preparazione presa dalla fitoterapia a base di Eschscholtzia, Valeriana, Passiflora, Cassis, da prendere due volte al giorno.

- Cassis per le proprietà antinfiammatorie , antinfettive e detossificanti;
- Valeriana per le sue proprietà sedative, ansiolitiche, spasmolitiche a trofia muscolare e neurale;
- Passiflora per le sue proprietà centrali, sedative, ansiolitiche, anti convulsivanti e analgesiche, per le sue proprietà anti spastiche dei muscoli periferici;
- Eschsholtzia per le sue proprietà sedative ansiolitiche e spasmolitiche.

La mia formazione in osteopatia mi impone una manipolazione:

il primo giorno lavoro sull’asse cranio – sacrale, liberazione della sinfisi sfenobasilare (occipite – sfenoide), liberazione della mobilità del sacro, armonizzazione del MRP (Movimento Respiratorio Primario) cranio sacrale. La Forza di Trazione Midollare, anch’essa molto importante viene lavorata a livello cranico sulla falce del cervello e tenda del cervelletto, nonché sistema limbico.

48 ore più tardi, il lunedì mattina, lo stato generale è stabile (nessun aggravamento, cosa che è già di per sé positiva). La cagna è lievemente meno tesa ed è riuscita ad alimentarsi in forma liquida. Alla visita l’addome è più palpabile, il trisma è sempre presente. L’esame osteopatico rileva una FTM ancora aumentata e una tecnica tissutale specifica su quest’ultima permette una “liberazione d’energia” attraverso il movimento percepibile al tatto, le tensioni craniche sono diminuite e la deambulazione è migliorata.

Rivedrò la cagna una terza volta due giorni dopo, giusto prima del rientro, il trattamento antibiotico sarà continuato dal suo veterinario curante.

Quindici giorni più tardi ricevo delle buone notizie, la cagna ha recuperato totalmente, “è in piena forma”.

Questo mi sembra un esempio di complementarietà tra le terapie, allopatia, medicina manuale, energetica e fitoterapia. Il protocollo terapeutico dipende dal medico e può cambiare secondo quest’ultimo.



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