L’Ostéo4pattes

081 - "La Dépêche" de Gennaio 2011

Un problema d’anteriore al salto ostacoli.
Créé le : martedì 26 luglio 2011 di Catherine Laurent, Ivo Lalla

Dernière modificaton le : giovedì 7 dicembre 2017

 L’osteopatia, medicina olistica.

Si parla spesso di "medicine globali" per qualificare le medicine alternative di cui fa parte l’osteopatia.
L’uso di questo termine sottolinea l’importanza della presa in considerazione di tutte le disfunzioni corporali –piuttosto che del solo sintomo visibile– per spiegare la catena disfunzionale delle compensazioni che l’organismo mette in atto per resistere, finché può, alla disfunzione primaria.

Il caso di NINA illustra bene questo approccio : il sintomo è univoco (inerzia di un anteriore), ma la causa è poli-disfunzionale.

NINA è una piccola giumenta che ha dei buoni resultati in Concorso Salto Ostacoli. Da 9 mesi, però, trascina l’anteriore destro sull’ostacolo come se fosse inerte, e ciò gli vale diverse penalità. È stata già vista da diversi veterinari specialisti e osteopati, ma il problema persiste, come se la giumenta non potesse più sollevare e flettere il suo anteriore.

photo1: NINA : problema di anteriore all’ostacolo

Questo problema è apparente solo all’ostacolo, poiché l’esame locomotore al passo si è rilevato normale, e la giumenta posa il piede senza alcun problema.

 Il "castello di carte" delle disfunzioni compensatorie.

L’esame osteopatico mette in evidenza una serie di disfunzioni vertebrali (rotazioni – lateroflessioni), che cominciano al livello del cranio, in rotazione destra, fino all’iliaco sinistro, poco mobile (cfr schema).

photo2: NINA : schema osteopatico

Al livello viscerale, si nota una forte reattività del mediastino (Triplo Bruciatore in medicina cinese), un rene sinistro disfunzionale e il diaframma "tirato" a sinistra ad ogni movimento toracico.

Il bilancio descrive una giumenta tesa sul suo asse cranio-sacrale, a causa dell’emi-bacino sinistro poco mobile. La disfunzione vertebrale compensatoria tra C7 e T3 a sinistra ha delle repercussioni sulla locomozione dell’anteriore destro, che si trova "spinto" verso il suolo. Le disfunzioni viscerali sono probabilmente di origine emozionale, legate ad avvenimenti recenti nell’ambiente della giumenta e della sua giovane proprietaria.

Le tecniche utilizzate hanno combinato dei trattamenti funzionali sui visceri, che hanno immediatamente liberato le vertebre in disfunzione associate (T1-T3 per il Triplo Bruciatore, L1 per il rene sinistro), un trattamento strutturale sull’anteriore (per liberare le prime coste) e sul posteriore sinistro (per liberare il bacino). La liberazione di C7, più laboriosa, ha richiesto una manipolazione strutturale supplementare del collo.

Al momento del controllo, la tensione del cranio è sparita, così come la dislocazione fasciale dell’ATM sinistra, che era spostata dorsalmente al momento dell’esame.

 Consigli di lavoro

In aggiunta alla somministrazione di Arnica in granuli di 5 CH per i tre giorni seguenti la manipolazione, è stata prescritta una cura di harpagophytum (Harpag’ohm ND) per quindici giorni, e un fiore di Bach (Wild Oat) per aiutare a liberare le tensioni emozionali.

Per il lavoro, si consigliano degli esercizi di barra al suolo, poi dei piccoli cavalettis per testare la ripresa del controllo da parte della giumenta del suo anteriore.

photo3: NINA – 8 giorni dopo la manipolazione

Otto giorni dopo la manipolazione I risultati sono spettacolari: la giumenta solleva e flette il suo anteriore su dei piccoli ostacoli alla longe.
Un mese dopo la visita, la giumenta saltava nuovamente alla perfezione in concorso.

photo4 : NINA – 3 settimane dopo la manipolazione

 Conclusione

Questo caso illustra bene i bloccaggi "in serie" che possono organizzarsi attorno a un punto di partenza vertebrale (sacro-iliaco sinistro poco mobile), o –più verosimilmente- viscerale, e i sintomi, talvolta singolari, che possono manifestarsi.

La liberazione di queste tensioni viscerali permette all’animale di "riorganizzarsi" attorno alle articolazioni che funzionano di nuovo correttamente da un punto di vista biomeccanico.



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