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053 – La dépêche vétérinaire di sabato 6 settembre

Osteopatia viscerale, come funziona ?
Créé le : lunedì 24 ottobre 2011 di Ivo Lalla, Stephan Cayre

Dernière modificaton le : sabato 2 dicembre 2017

Se i problemi locomotori sono ora classicamente ammessi come indicazioni correnti del trattamento osteopatico, non si può dire altrettanto dei problemi viscerali. Eppure le anomalie funzionali dei visceri sono eccellenti indicazioni per le manipolazioni, senza contare che la farmacopea abituale è raramente curativa, lasciando campo libero alle ricadute a ripetizione.

Lo studio della neuro-anatomia e della neuro-fisiologia del sistema nervoso autonomo e delle sue interazioni con il sistema relazionale spiega molto chiaramente l’impatto della biomeccanica vertebrale sul funzionamento viscerale... e viceversa.

Legenda : Claude Pavaux, ENVT, corso di neurologia. Ci ricordiamo tutti di questo schema intricato del nostro corso di anatomia e fisiologia… che non abbiamo mai saputo applicare in pratica.

Attraverso all’osteopatia e alla regolazione fine del tono muscolare o delle disfunzioni viscerali, questo schema prende tutta la sua importanza. Tuttavia, presenta una lacuna importante : parla solo di relazioni efferenti verso i visceri, e omette completamente le relazioni afferenti, che vengono dai visceri. Quest’ultime sono state a lungo negate, privandoci così di un’idea forte : l’effetto di ritorno di un organo sul comportamento, su un muscolo o sulla pelle, per esempio. Da una decina d’anni, i neurobiologi cominciano ad accettare questa dato di fatto, e a prendere coscienza di questo fenomeno, detto di interocezione.

Così, si descrivono diversi tipi di interazione :

- Il riflesso somato-viscerale, che induce una vasocostrizione viscerale in risposta a un determinato stimolo somatico ;
- Il riflesso viscero-viscerale, che induce ugualmente vasocostrizione in risposta a uno stimolo su un altro viscere ;
- Il riflesso viscero-somatico di origine neurologica, che si spiega con l’aumento delle informazioni eccitatorie provenenti da un viscere in disfunzione, che crea uno stato di iper-eccitabilità dei neuroni-relais (effetto di facilitazione) inducendo così un’ipertonicità prolungata delle strutture somatiche legate al segmento midollare interessato ;
- Il riflesso viscero-somatico di origine gravitazionale, che dipende dalla modificazione di posizione dell’organo nella cavità che l’accoglie relativa alle modificazioni di peso e volume legate alle variazioni sanguigne (in particular modo la stasi). Così, le fasce di sostegno subiscono una tensione non fisiologica che induce problemi strutturali.

Un gran numero di informazioni neurologiche circolano, creando e/o intrattenendo delle disfunzioni viscerali.

Come per i problemi locomotori, realizzando un lavoro manuale sulle fasce di sostegno e sul sistema osteo-articolare l’osteopata ottiene la risoluzione di questi problemi. Un articolo recente dà d’altronde un buon esempio di ripristino della motilità digestiva nel gatto. Di fronte a queste patologie funzionali, di cui la causa resta talvolta oscura nell’approccio medico standard, l’analisi osteopatica permette spesso di ottenere la guarigione. È quindi interessante disporre di quest’arma nel proprio arsenale terapeutico.

Ulteriori informazioni :

1. Proceedings della conferenza del 25/04/97 del CNRS "Il neurone afferente viscerale" :
• "Si è pensato a lungo che le afferenze primarie viscerali fossero trascurabili... Questa concezione è oggi abbandonata…"
• "Si sa ugualmente che le attività viscerali possono indurre dei riflessi supra-spinali regolatori molto potenti, che possono toccare numerose funzioni vegetative, ma anche somatiche…"
2. Il n°8 della rivista "Ostéo4patte" è in gran parte dedicato a queste influenze viscerali : http://www.revue-osteo4pattes.eu/sp...



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