L’Ostéo4pattes

075 – La Dépêche vétérinaire – giugno 2010

L’eccesso di tensione midollare sugli animali in crescita : mito o realtà ?
Créé le : giovedì 22 settembre 2011 di Catherine Laurent, Ivo Lalla, Patrick Chêne

Dernière modificaton le : mercoledì 6 dicembre 2017

L’evoluzione delle conoscenze e dei prodotti industriali proposti per l’alimentazione degli animali in crescita ha indotto qualche effetto perverso che gli osteopati incontrano quotidianamente al giorno d’oggi.

L’evoluzione delle conoscenze e dei prodotti industriali proposti per l’alimentazione degli animali in crescita ha indotto qualche effetto perverso che gli osteopati incontrano quotidianamente al giorno d’oggi.

Le prime identificazioni e pubblicazioni su questo argomento, che oggi chiamamo comunemente eccesso di "Forza di Trazione Midollare" (FTM), datano del 2007 (A. Ruiz de Azua Mercadal ; P. Chêne ; V. Zenoni ; cfr Dépêche Vét. di novembre 2008), e le conoscenze in questo campo sono ancora in evoluzione.

Il concetto di eccesso di FTM

Per farla breve, la Forza di Trazione Midollare (FTM) è la tensione che si installa nel midollo spinale nel momento in cui avviene l’ "ascensione apparente del midollo spinale" nel rachide, durante la crescita dell’animale giovane.

Finché la crescita differenziata dello scheletro (le vertebre) e del tessuto nervoso (midollo) avviene armoniosamente, il midollo, teso tra la scatola cranica e le prime coccigee, cresce in fase con l’aumento della lunghezza del "tubo" vertebrale che lo contiene.

Quando una differenza significativa interviene tra la crescita relativa del rachide osseo e quella del midollo spinale, si produce una tensione eccessiva. Questa implica in primo luogo la messa in opera di compensazioni organiche silenziose, poi di disordini adattativi, i quali possono condurre ad anomalie posturali e perfino a delle zoppìe o dei sintomi nervosi nei casi gravi.

Le prestazioni energetiche degli alimenti industriali, l’evoluzione delle selezioni razziali (grandi razze, razze a crescita rapida...) accentuano oggi più frequentemente questo differenziale di velocità di crescita tra il tessuto osseo e il tessuto nervoso midollare.

Sono numerose le disfunzioni di questo tipo osservate dagli osteopati chiamati in causa per dei problemi locomotori, delle posture anormali o delle zoppìe di animali in crescita.

Tutte le specie sono interessate da questo fenomeno.

Il caso di un vitello di razza Gasconne, nell’Ariège (nel Sud-Ovest della Francia, NDT), illustra bene questo concetto.

La consultazione è motivata da una deambulazione claudicante di vitello di due mesi, allevato al pascolo con sua madre. Il vitello sembra avere il posteriore sinistro più grande del destro, cammina in maniera molto rigida, come se avesse una stampella, e cade pesantemente sul lato destro ad ogni passo.

Tenuto conto dell’aggressività della madre e del fatto che il vitello è piuttosto inquieto, i due animali sono mantenuti in contenzione insieme. Il vitello è così accessibile solo dal lato sinistro.

La diagnosi osteopatica mostra una forza di trazione midollare molto superiore alla norma, il che produce un’adattazione del sacro in torsione (possiamo immaginare che questo adattamento ha l’obiettivo di diminuire la "lunghezza" relativa del midollo spinale rispetto al rachide per tentare di "risolvere" questa tensione eccessiva).

Schema delle principali disfunzioni osteopatiche osservate sul vitello

La disfunzione del sacro provoca un’asimmetria delle ossa iliache, bloccando l’iliaco sinistro in posizione dorsale, seguendo la torsione fisiologica (cfr articoli di Yves Guillard, osteopata D.O.) e l’elica fasciale (cfr articoli di Patrick Chêne, veterinario osteopata D.O.).

Ciò impedisce al membro posteriore sinistro di "scendere" normalmente durante la deambulazione, e il cattivo funzionamento del midollo osseo è responsabile del fatto che questo membro ha l’aspetto di una "stampella", rigido durante il movimento.

Il trattamento ha consistito nel risolvere osteopaticamente la tensione midollare (grazie a delle tecniche tissutali) e dell’elica fasciale (grazie a delle tecniche fasciali) ; ciò ha permesso al sacro di riprendere la sua posizione simmetrica naturale e la sua "respirazione" tra le ossa iliache. In questo modo, l’iliaco sinistro ha potuto ricominciare a giocare il suo ruolo di "carrucola" nei confronti del femore, che ha ritrovato il suo movimento di rotazione al momento dell’avanzamento del membro.

Il vitello e sua madre sono quindi liberati, e circa 15 minuti dopo il trattamento abbiamo potuto constatare l’effetto quasi immediato del rilasciamento midollare sulla deambulazione, poiché l’effetto "stampella" era praticamente sparito.

Discussione

Anche se recente, questi concetti di eccesso di FTM e di elica fasciale (tensegrità alla scala corporea) nell’animale in crescita sono delle realtà per gli osteopati, e saranno ancora l’oggetto di pubblicazioni per identificarne tutte le conseguenze. Quest’ultime si esprimono non solo sull’animale in crescita, ma anche sugli animali adulti che, adattandosi per far fronte a questo eccesso di tensione, adottano delle posture disfunzionali che non chiedono altro che di evolvere in patologie locomotrici non appena un evento improvviso perturba questo fragile equilibrio.



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