L’Ostéo4pattes

L’Incontinenza Urinaria Nel Cane

Créé le : giovedì 1 luglio 2010 di Catherine Brassaud, Elena Villa

Dernière modificaton le : venerdì 1 dicembre 2017

Con questo articolo vorrei mettere a confronto i casi di due Pastori tedeschi con incontinenza urinaria e trattati con l’osteopatia.

Il primo caso risale al gennaio 2007, si tratta di una giovane cagna di 4 anni portata alla visita per un incidente di macchina successo circa 6 settimane prima. Il secondo cane è un maschio, di 9 anni che presenta diverse patologie tra cui anche un’incontinenza urinaria cronica ormai da parecchi mesi, un’iperplasia prostatica, un ispessimento della parete della vescica, una spondilosi della giunzione lombosacrale e una displasia dell’anca bilaterale.

CASO UNO: Cane femmina, Pastore tedesco – 4 anni

Secondo la proprietaria dal momento dell’incidente la cagna presenta una sensibilità alla palpazione della schiena e si gratta molto. Inoltre a seguito della sterilizzazione, avvenuta circa nello stesso periodo è diventata incontinente ed è stata trattata dal suo veterinario. Questa incontinenza si manifesta solamente di tanto in tanto con una perdita di urina di piccola quantità. In questo animale sono rilevate delle disfunzioni a livello della giunzione lombo sacrale e del coxale destro con una compensazione sulla giunzione toraco lombare. Queste disfunzioni sono attribuite al trauma e quindi trattate. Inoltre, il trattamento dell’articolazione L7/S1 offre la possibilità di occuparsi contemporaneamente dell’incontinenza. In effetti la manipolazione agisce sull’innervazione ortosimpatica e parasimpatica dell’apparato urogenitale (in particolare della vescica e dell’uretra) che emerge dalla regione lombo sacrale per partecipare al plesso pelvico (Goody, 1997). Sfortunatamente la proprietaria riporta un miglioramento del solo aspetto locomotorio. L’incontinenza si manifesta ancora sporadicamente.

CASO DUE: Cane maschio, Pastore tedesco, 9 anni.

Le patologie di questo soggetto sono state diagnosticate con la diagnostica per immagini e il cane è sotto trattamento farmacologico. L’animale è visto per la prima volta alla fine del mese di marzo 2007. L’analisi osteopatica mette in evidenza delle disfunzioni del bacino e della giunzione lombosacrale (coxale sinistro, sacro, ultima lombare), della quinta vertebra lombare, della seconda lombare, delle due articolazioni coxo femorali (legate alla displasia) e delle compensazioni a livello delle dita del posteriore destro. La locomozione è difficile e lievemente atassica. L’approccio palpatorio indica ugualmente delle disfunzioni delle vertebre cervicali, delle spalle, ma l’importanza delle disfunzioni a carico della parte posteriore e il comportamento sulla difensiva del cane non permettono il trattamento della regione anteriore nel corso di questa prima seduta. Il cane è dunque tornato alla fine del mese di aprile 2007. Il cambiamento è fenomenale: la locomozione è nettamente migliorata, l’incontinenza è totalmente scomparsa e tutti i farmaci sono sospesi. Secondo i proprietari: “il cane ha guadagnato due anni, ha ripreso a giocare, urina molto più facilmente e lo straccio da pavimento è tornato nell’armadio”. Il test delle disfunzione corrette durante la prima seduta permette di verificare che nessuna di queste è riapparsa. Il trattamento osteopatico è allora concluso eliminando le disfunzioni della prima vertebra cervicale, della giunzione cervico toracica e delle spalle (destra compensatoria, sinistra correlata ad un vecchio trauma).

DISCUSSIONE

Solo sulla base di questi due casi è difficile ottenere delle conclusioni fondate. Ma bisogna riconoscere che le disfunzioni del Pastore tedesco maschio apparivano molto più importanti e presenti da più tempo, sulla base della difficoltà nella riduzione. Non solamente il lavoro sui tessuti in disfunzione ha richiesto molto più tempo, ma il cane mostrava anche segni di paura e dolore alla palpazione e alla manipolazione della regione posteriore e più particolarmente del sacro. Inoltre, le disfunzioni di L2 e L5 di questo stesso soggetto potevano ripercuotersi rispettivamente sul ganglio mesenterico craniale e caudale, collegati dal nervo intermesenterico e che emettono dei rami nervosi per reni e ureteri (Goody, 1997).
Senza che all’apparenza giochi un ruolo reale nell’incontinenza, queste disfunzioni colpivano anche l’apparato e la funzione urinaria (vedi i messaggi sul Forum)

BIBLIOGRAFIA

Goody, Peter C. “Dog Anatomy. A pictorial approach to canine structure” 1997, ed. Allen

Forum:

P.Chêne – 10 ottobre 2007

L’incontinenza… Le incontinenze.

Nella mia esperienza circa un cane su due (una cagna su due… tanto l’incontinenza post ovariectomia è classica) può essere curato molto bene con l’osteopatia. Anche gli agopuntori lo hanno dimostrato; per esempio gli Italiani al convegno di Nizza (“Incontinenza della cagna: terapia con agopuntura” di Raffaella Versari) hanno avuto dei buoni risultati. Non ho riscontrato delle differenze di razza, di taglia, di sesso o d’età che possono indicarci perché in un caso funzioni e nell’altro no. E nemmeno dei criteri di eziologia classica (trauma, ormonale, neurogena…)

Per quanto riguarda le disfunzioni trovate, indipendentemente effettivamente dalle cause e dagli adattamenti vari, mi sembra che siano L7/S1, L4/L5, L1/L2 ma anche sfenoide e SSB (sinfisi sfeno basilare). Quindi tutto quello che può essere in rapporto organico, ormonale o nervoso con la minzione, senza poter fare delle equivalenze strette. Le tecniche di risoluzione che utilizzo sono varie (strutturali, muscolari, funzionali, viscerali e craniali, nonché tissutali)
Se per caso rientriamo nel campo psicosomatico del problema (e sì, anche su di loro) possiamo facilmente entrare in un conflitto di territorio… una pista in qualche caso interessante.

C. Brassaud – 13 ottobre 2007

Grazie mille per aver condiviso la tua esperienza. Si tratta per me di una patologia che inizio a trattare e con solo pochi casi per tirarne delle conclusioni; ho solo delle ipotesi, poste qui in termini di corrispondenze, casualità, etc. sono puramente teoriche. Lo scopo di questo articolo era in effetti di lanciare l’argomento per raccogliere più informazioni per quanto riguarda il trattamento osteopatico. In effetti il trattamento dell’incontinenza urinaria con l’osteopatia mi interessa tantissimo. Come hai detto i casi di questa patologia sono numerosi, anche se pochi pazienti sono orientati all’osteopatia. Il contraltare, secondo quello che ho visto sul campo, cioè il trattamento allopatico è spesso pesante e sono entusiasmata dall’idea di poter proporre con successo l’alternativa osteopatica.
Per parte mia ho trattato i casi qui presentati con l’osteopatia strutturale, ma non dubito dell’efficacia di altre tecniche (soprattutto muscolari, viscerali e fluidiche (tissutali?) che utilizzo sempre di più per altre sintomatologie e quindi perché non per il trattamento dell’incontinenza dei miei futuri pazienti.

T.Fuss – 11 ottobre 2007

Patrick ci chiede di reagire.. i miei ricordi di neurologia canina sono lontani, scusatemi per eventuali errori (Bruno DENIS potrebbe farci una lezione a riguardo…)

In parti: la giunzione lombo sacrale può essere dolorosa ma da un punto di vista neurologico è abbastanza silenziosa; il plesso lombo sacrale comincia prima di L7, cosa che rende le incontinenze polimorfe, senza contare le incontinenze di origine centrale (cioè dal cervello)
Il fondo della questione è che quando parliamo di giunzione lombo sacrale in osteopatia (per esempio), stiamo parlando della giunzione lombo sacrale da un punto di vista neurologico? Artrologico? La sintesi per me è il tchi (QI) … ma questo deve ancora maturare.

C. Brassaud – 13 ottobre 2007

Buongiorno,

come ho risposto a Patrick, non ho ancora abbastanza materiale per estrapolare un ragionamento difendibile. Ma trovo il trattamento dell’incontinenza con l’osteopatia molto motivante e mi piacerebbe, visita dopo visita, trovare una base di spiegazione del risultato portato, che è stato importante nel caso del Pastore tedesco maschio senza che io abbia veramente capito perché. Quando parlo della giunzione lombo sacrale mi riferisco all’articolazione L7/S1 che ho trattato con l’osteopatia strutturale. Il fatto di aver trattato la stessa articolazione nella cagna ma senza risultato, mi ha portato a cercare la causa dell’incontinenza in altre disfunzioni.

Ma le note prese dal solo punto di vista strutturale mi hanno certamente nascosto certi aspetti del problema, infatti, alcune volte le mie mani lavorano in altro modo senza che (almeno per il momento) la presa di coscienza da parte mia sia immediata.

Buon fine settimana.



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