L’Ostéo4pattes

058 – Dépêche di Sabato 13 Dicembre

Un Torello Con Una Distorsione
Créé le : sabato 10 gennaio 2009 di Elena Villa, Patrick Chêne

Dernière modificaton le : lunedì 4 dicembre 2017

Una zoppia importante presente da molti mesi non era che una distorsione dell’unghione mediale.

Ulysse è un giovane toro di razza “bruna alpina” di 18 mesi. In primavera, all’età di un anno, è stato trovato al pascolo con mancato appoggio dell’arto posteriore sinistro.

Dopo cinque mesi, diversi trattamenti con antinfiammatori e un periodo di riposo, la zoppia è diminuita d’intensità, ma è rimasta evidente e l’appoggio dell’arto avviene solo sulla punta degli unghioni.

Il giorno della visita osteopatica si osserva il seguente quadro:

• Distorsione del dito mediale del posteriore sinistro (F2 in rotazione interna).

• Menisco mediale del ginocchio sinistro spinto cranialmente.

• Sacro in rotazione sinistra.

• T13 e T9.

• Ossa frontali, nasali e mascellare in disfunzione sul lato sinistro.

Tutti questi punti vengono manipolati con tecniche funzionali e dei piccoli colpi con le dita sulla struttura in disfunzione (detti “recoil”).

Alla fine della visita l’appoggio è deciso e tutta la superficie plantare dell’unghione è in contatto con il terreno.

La zoppia è già diminuita. Qualche giorno sarà sufficiente perché tutto torni alla normalità.

Qui, come nel caso del primo dito del cane levriero (confronta l’inserto del 02/02/2008) il dolore è dovuto a un difetto di adattabilità della falange ai movimenti minori.

In osteopatia, una distorsione, non è solo una lesione dei legamenti, più che altro è dovuta ad un superamento della barriera fisiologica di un’articolazione, in una delle sue direzioni di movimento (in generale una direzione minore) che impedisce in maniera definitiva il ritorno alla posizione normale. Una volta superata la fase acuta (edema, tessuti lacerati) il problema può persistere per anni.

In questo caso, manifestamente il trauma originale è avvenuto in rotazione interna: l’unghione che si gira verso l’interno al momento della caduta.

Ne consegue che la falange, in questo caso F2, resta in rotazione interna, mentre l’appoggio richiede una flessione in rapporto a F3 e una rotazione esterna.
Dal momento che quest’ultimo movimento non può essere effettuato, non c’è flessione e l’appoggio si fa solo sulla punta degli unghioni.

L’osteopatia afferma, infatti, che i movimenti minori comandano quelli maggiori.

In questo caso la risoluzione è molto facile, è sufficiente nel corso di una manipolazione globale restituire espressamente il parametro di rotazione esterna.



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